domenica, 13 luglio 2008 - 20:06
Allucinazioni: sogni
La perdita

Una casa abbandonata. Il lato est coperto dall’edera. La statua di una donna, seduta sui gradini d’ingresso, affianco un uomo anziano che dondola su una sedia, fumando il sigaro. Il vento porta nuvole pesanti. Dalla casa proviene il pesante battito di un orologio,  simile ai colpi di una mannaia. Un uomo si avvicina alla casa trascinando un sacco pesante legato ad una catena che cigola ad ogni strappo. Un albero antico, spoglio a cui sono impiccate fotografie di alberi, e sotto ogni albero un nome. Da lontano una nuvola di fumo e un macchinario nero che si avvicina. Dal secondo piano della casa arriva il lamento di una donna.

L’uomo che trascina il sacco si ferma a osservare l’albero e cerca fra le fotografie un nome, che non riesce a trovare. Da dietro l’albero spunta il lembo leggero di un vestito, spaventato l’uomo si sporge per riuscire a vedere a chi appartiene e scopre una bambina addormentata.
- Stefania, sei tu?
La bambina si sveglia e lo guarda.
- Papà! Sono Alice! Ti confondi sempre.
- È vero… mi pare in effetti di ricordare… adesso mi ricordo che tu sei Alice, è vero. E' già arrivato l'ospite?

 
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domenica, 10 febbraio 2008 - 11:26
Allucinazioni: luniverso tangente
Risposta di O.
"L'universo, che altri chiamano la biblioteca, si compone di un numero indefinito, o forse infinito, di esagoni..." Si può entrare in qualcosa di infinito? Esiste un punto dal quale accedere? Non siamo già dentro? se qualcosa è davvero infinito allora siamo già dentro. Oppure no? perchè l'infinito può avere un inizio... quel che conta è che non abbia una fine. Può anche avere una fine ma non deve avere inizio... che sia lontano nel passato o nel futuro, l'inifinito non deve avere più di un punto individuabile. Se tu sei perso in un universo infinito che ha però un inizio, come farai a uscirne? Devi tornare indietro nel passato o indietro nel futuro fino ad arrivare al punto d'inizio o di fine. Ricorda inoltre che la biblioteca, siccome esistono un numero elevatissimo ma finito di combinazioni fra le lettere, per comporre un numero elevatissimo ma finito di parole di senso compiuto o incompiuto, è infinita... ma periodica! Dunque se ripete se stessa un numero infinito di volte deve essere possibile uscire, in uno dei suoi tanti inizi.
 
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mercoledì, 23 gennaio 2008 - 23:44
Allucinazioni: luniverso tangente
L'archivio
Caro O., non so da dove ti sdcrivo, mi sono perso. Avevo bisogno di alcune fotografie della vecchia città, e sono riuscito a trovare l'edificio che qui chiamano "l'archivio". Mi avevano detto che lì avrei potuto trovare le mappe che rappresentavano l'antica forma degli edifici e della planimetria urbana. L'archivio è un edificio colossale, costruito probabilmente durante la guerra fredda. C'è qualcosa di diverso dagli altri edifici. Il vecchio all'ingresso a cui ho chiesto informazioni ha continuato a fumare senza badare a me. Ricordo chiaramente di aver salito delle scale, ricordo il primo piano, poi il secondo ed il terzo. Ovunque si allargano stanzoni quadrati dai muri grigi e alti soffitti. L'illuminazione è carente. Porte di ferro si ripetono nei lunghi e stretti corridoi e si diramano dagli stanzoni in ogni direzione. Molte porte sono socchiuse. In una di esse ho trovato vecchie carte ammassate sulle sedie e sui tavoli sparsi a casaccio; sulle carte sono disegnate delle forme della città, quando ancora non aveva la forma di adesso. Un plastico giace su di un rialzo sul pavimento. Ho cercato la mia casa, la mia strada, ma essa curvava, svoltava di lato, non era dove pensavo che fosse. C'è qualcosa di diverso, qualcosa che cambia. Alcune case sono bianche, sembrano emanare una luce fastidiosa, altre sono grige e impolverate. Dentro un grosso edificio ho trovato un moscone morto che occupa quasi tutto il secondo piano. Non trovo l'edificio che chiamano "l'archivio", o forse gli edifici si susseguono tutti uguali. All'interno degli edifici ho trovato altri stanzoni e altre scale, e gli stanzoni si susseguono, e così i corridoi, e le porte. Ho provato a scendere le scale ma ho trovato di nuovo una stanza piena di vecchie mappe; nelle mappe la città è diversa, gli edifici sono cambiati; all'interno altri stanzoni, altri corridoi, altre porte. Non riesco più ad uscire.
 
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martedì, 04 dicembre 2007 - 13:47
Allucinazioni: la cantina
Risposta ad O.
Ieri sono sceso in un lungo e stretto cunicolo, attraversato solo da un ripida scala di ferro attaccata alla roccia; arrivato sul fondo, il caldo era inferale, le pareti erano annerite dal fumo delle candele, e alcune strane incisioni si potevano intravedere nella roccia nera; il soffitto non era visibile; in una nicchia scavata come una galleria era riposta una antico masso con incisa una creoce, ma leggermente differente dalle croci che conosciamo; al suo fianco vi era un antica pergamena protetta da un involucro di vetro, la quale riportava delle scritte in un alfabeto incomprensibile; la ragazza che era scesa con me, mi ha detto che la scritta diceva qualcosa a proposito di una colpa che si porta nei confronti dei genitori, e del peso di qualcosa legato alla famiglia o al proprio nome...
 
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mercoledì, 28 novembre 2007 - 22:17
Allucinazioni: la cantina
Lettera da O

Mi risponde O.

Siamo tutti a KangAroad... Quella non è che l'immagine effettiva e crudele d'un mondo identico che si imbelletta per sembrare integro. I frammenti e le macerie sono ovunque e presto i palazzi si sgretoleranno lasciando cadere nuove macerie su vecchi mattoni distrutti.
Fai bene a non salire o scendere le scale? Forse sarebbe più utile per tutti che tu documentassi quello che si annida nell'oscurità d'una città che presto sarà la nostra. Illumina i luoghi che altri vogliono lasciare in ombra.
Mi raccomando, fai tesoro di momenti che sono visione limpida d'un futuro terribile...

 
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